Direttore Sanitario: Dr. Clemente Ponzetti
Innovazioni in campo ortopedico L'esperienza del Dottor Baldo
Nuovi interventi per anca, ginocchio e alluce valgo
Un professionista giovane, ha 46 anni,ma che già vanta alle spalle un curriculum di tutto rispetto, con più di 15 anni di esperienza nel campo dell’ortopedia e della traumatologia. È il Dott. Franco Baldo, che dal 1 settembre di quest’anno è entrato a far parte della Clinica Santa Rita di Vercelli in qualità di responsabile di una delle unità operative di Ortopedia. Allievo del Prof. Paolo Cherubino all’Ospedale di Circolo Fondazione Macchi di Varese, dove ha lavorato fino al giugno del 2009, il Dott. Baldo nei due anni successivi ha ricoperto il ruolo di primario e direttore del reparto di Ortopedia e Traumatologia all’ospedale Sant’Andrea di Vercelli, dove eseguiva circa 700 interventi l’anno. Il recente passaggio ad una delle strutture afferenti al Gruppo Policlinico di Monza è stato del tutto ‘indolore’, anzi. “Mi sono subito trovato molto bene, una percezione che continuo ad avere – spiega il Dott. Baldo – Gran parte del merito è sicuramente dovuto all’organizzazione efficiente già esistente e approntata dai colleghi e dell’intera struttura, che mi hanno permesso un inserimento proficuo e rapido. D’altra parte i risultati si percepiscono dal parere dei nostri pazienti: sono contenti sia dei risultati clinici che riusciamo ad ottenere, sia della struttura in sé”. Il Dott.Baldo può contare sul prezioso aiuto di due suoi collaboratori, il Dott. Stefano Sella e la Dott.ssa Francesca Giamberini. Lo staff medico ha eseguito da settembre ad oggi circa un centinaio di interventi ed è in continuo aumento. Il Dott. Baldo ha portato alla Clinica Santa Rita la sua particolare esperienza in merito a tre innovative tipologie di intervento, in grado di ottenere risultati particolarmente significativi per il paziente. “Si tratta di tre tecniche, la prima che interessa l’impianto della protesi d’anca, la seconda la protesi al ginocchio e la terza di correzione dell’alluce valgo mini invasiva – puntualizza il Dott. Baldo – Tecniche che in tutti e tre i casi offrono notevoli vantaggi se confrontate con quelle più tradizionali”. Nel caso delle prime due, per il Dott. Baldo si tratta di veri e propri “cavalli di battaglia” della sua attività professionale. “L’intervento di protesi all’anca per via anteriore è una novità in campo ortopedico, sebbene sia già eseguito in più di 700 centri ospedalieri del mondo” – analizza il Dott. Baldo – “Eseguo questo particolare intervento da un anno e mezzo. I vantaggi in termini di recupero sono sorprendenti. L’incisione è mini-invasiva: circa 7/8 centimetri contro i 15/20 di dieci anni fa. I muscoli e i tendini vengono solo divaricati e non sezionati come avviene nelle tecniche tradizionali, e proprio grazie a questa preservazione dei tessuti durante l’intervento, il paziente può riprendere la deambulazione e i movimenti dell’anca in brevissimo tempo. Per eseguire questo intervento sono necessarie protesi di piccole dimensioni che con strumentario dedicato, vengono posizionate nella parte più prossimale del femore, consentendo di risparmiare anche il tessuto osseo; condizione favorevole per eventuali revisioni. Stiamo parlando di un intervento che permette al paziente di deambulare “senza stampelle” già nel terzo giorno successivo all’intervento. Ma i vantaggi non si fermano qui. Infatti con questa tecnica sono necessarie meno trasfusioni, rispetto alla tecnica classica. Al paziente non vengono imposte particolari limitazioni nel periodo post operatorio: può muoversi in piena libertà senza le attenzioni richieste con le tecniche tradizionali, anche in ambito di igiene personale. Vengono di fatto ridotti a zero, o quasi, i rischi di lussazione che è una delle complicanze più temibili. Inoltre le calcificazioni sono quasi inesistenti”. È un intervento che può essere indicato per ogni paziente? “L’indicazione vale per il 90% dei casi – precisa il Dott. Baldo – questo intervento non è praticabile per le revisioni o in caso di gravi displasie dell’anca”. Il secondo “cavallo di battaglia” del Dott. Baldo è la tecnica denominata MyKnee, che interessa gli interventi di protesi al ginocchio. “Si tratta di una metodologia che presuppone uno studio preparatorio approfondito mediante l’utilizzo della Tac. Questo studio è necessario per la costruzione di mascherine “custom made” al fine di eseguire i tagli ossei con precisione assoluta per ogni singolo paziente. È come se l’intervento venisse eseguito prima virtualmente poi sul paziente. L’estrema precisione dei tagli consentono di posizionare le componenti nel modo prestabilito con il ripristino degli assi di carico necessariper una maggior durata dell’impianto.” Quali sono i vantaggi per il paziente in questo caso? “Nei casi eseguiti abbiamo rilevato un più rapido recupero articolare e maggior articolarità nell’immediato. Vi è inoltre una minor perdita di sangue”. Veniamo infine alla terza tecnica innovativa, quella che riguarda la correzione dell’alluce valgo. “In questo caso stiamo parlando di una tecnica percutanea che si avvale di piccolissimi tagli, dell’ordine di 3 o 4 millimetri. In sostanza l’intervento chirurgico,mediante uno strumentario dedicato, permette come con le tecniche tradizionali la correzione della deformità, ma, grazie a incisioni molto piccole, il paziente sente meno dolore. L’intervento per alluce valgo spaventa molto il paziente proprio per via del dolore nel post operatorio. Con questa tecnica il dolore viene pressoché azzerato. Il paziente ne avverte in quantità minima e solo durante il primo giorno. Comunque è facilmente controllabile con i comuni antidolorifici. Altro significativo vantaggio è dato dalla possibilità di camminare fin da subito, utilizzando però una particolare tipologia di calzatura che evita l’appoggio della zona operata. Il sanguinamento è di scarsissima entità e la cicatrice quasi non si vede. È necessario eseguire dei bendaggi ogni settimana fino alla guarigione delle strutture ossee che avviene in quattro settimane.Quindi il paziente può riprendere la normale deambulazione con l’utilizzo di scarpe comode. Queste tecniche innovative mi hanno dato notevoli soddisfazioni e con me credo siano soddisfatti anche i miei pazienti”.
Gruppo Policlinico di Monza
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