Direttore Sanitario: Dr. Clemente Ponzetti
La chirurgia artroscopica: una scommessa vittoriosa
La chirurgia artroscopica ha avuto negli anni un enorme sviluppo. Tutto è nato quasi per scommessa qualche decennio fa ad opera di chirurghi americani. Il concetto era quello di sviluppare una metodica il meno invasiva possibile per intervenire sulle articolazioni. Pertanto sono stati utilizzati dei sistemi ottici che venivano introdotti con un piccolo accesso (1 cm) in modo da visualizzare le parti anatomiche evidenziando eventuali patologie. Con un altro piccolo accesso potevano essere introdotti gli strumenti per agire sulla patologia stessa. La prima articolazione sulla quale è stata usata tale metodica è stata quella del ginocchio e nella fattispecie le lesioni meniscali. L’ottica evidenziava la lesione e con un basket (forbicino apposito) si poteva asportare la parte lesa. Da allora sono stati fatti passi da gigante con lo sviluppo di telecamere sempre più sofisticate, strumenti chirurgici dedicati che hanno permesso interventi sempre più complessi, abbracciando varie patologie (lesioni legamentose, lesioni condrali). Le articolazioni “aggredite” sono aumentate e la chirurgia artroscopica ora si applica anche alla spalla, gomito, polso, anca e piede.
I MIGLIORI SPECIALISTI RIUNITI A NOVARELLO
Proprio di quest’ultimo, il piede, si è parlato il 4 novembre scorso al Villaggio Azzurro di Novarello, nell’ambito di un corso patrocinato dalla società italiana di chirurgia della caviglia e piede e dalla Spimec (società piemontese medici del calcio). Il presidente di tale corso, il dottor Bertelli Angelo della Clinica Eporediese di Ivrea, ha riunito i migliori specialisti del campo facenti capo alla società superspecialistica di chirurgia del piede e quella di artroscopia. Nello specifico a livello della caviglia si può intervenire su varie patologie e soprattutto in ambito di medicina sportiva è diventata l’unica arma chirurgica veramente efficace, vista la bassa invasività, con la conseguente possibilità di accorciare i tempi di recupero dei pazienti sportivi e non solo. Spesso infatti, in seguito a eventi traumatici che coinvolgono le strutture legamentose di caviglia residuano problemi di dolore e instabilità. Questi sono dovuti a tessuti neoformati anteriormente e posteriormente nella caviglia (sindromi da impingement) che simulano una lesione meniscale. Una chirurgia aperta in questo caso sarebbe altamente deleteria e poter asportare questi tessuti in artroscopia permette un rapido recupero e soprattutto un rispetto assoluto delle strutture articolari. Nel caso di una ricostruzione legamentosa, che si effettua con chirurgia aperta è possibile associare una parte artroscopia che permette il trattamento di eventuali impingement o lesioni condrali (cartilagine). Proprio sulle lesioni condrali si stanno effettuando importanti gesti chirurgici in artroscopia, che vanno dalla semplice condroplastica (pulizia) ai trapianti con cartilagine o sostituti. Mentre fino a poco fa era necessario prelevarne una parte dal paziente, coltivarla e trapiantarla ora è possibile farlo in una sola seduta. I risultati e la metodica sono però attualmente in fase di studio di validità e pertanto non possono essere ancora date come metodiche sicuramente valide, anche se i risultati che abbiamo in mano sino ad ora sono molto confortanti.Il piede ha però altre articolazioni sulle quali è necessario agire chirurgicamente e anche su queste è possibile, in alcuni casi, farlo per via artroscopica. Ad esempio a livello della sottoastragalica (astragalo calcagno) nel caso sia presente una degenerazione artrosica (piede piatto degenerativo) o post traumatica (esiti di fratture di calcagno senza grave scomposizione ma dolenti croniche). Ancora più innovativa la possibilità a livello dell’alluce, con strumenti dedicati più piccoli è possibile accedere a tale articolazione. Le patologie trattate sono legate ad iniziali stati di artrosi (alluce rigido) dove la terapia conservativa non ha ottenuto effetto.ancora più interessante l’uso dell’artroscopia nel cosidetto alluce dello sportivo, patologia frequente e dovuta al sovraccarico di questa articolazione nella pratica degli sport di contrasto (calcio, basket, pallavolo, rugby, football americano, atletica, arrampicata). In situazioni estreme si creano anche qui degli “impinement” o veri distacchi condrali che possono essere asportati per via artroscopica. In ultimo l’uso di ottiche nel piede può essere applicato anche per le patologie tendinee e da qui è nata la metodica della tenoscopia. Essa permette di agire sul tendine senza dover usare accessi aperti ed in alcuni casi selezionati può essere utilizzata, anche qui con enorme vantaggio per il paziente e il suo recupero funzionale.
CONCLUSIONI: UN APPROCCIO VANTAGGIOSO
Si può quindi dire che la metodica artroscopia chirurgica in ambito di caviglia e piede permette un approccio sicuramente vantaggioso per il paziente. Quando è necessario dover intervenire tale metodica permette di agire con il minimo della invasività permettendo un recupero sicuramente più veloce ed efficace.
Gruppo Policlinico di Monza
Login Area Corsi
News Polietico
-
I tumori neuroendocrini (NETs) rappresentano un gruppo eterogeneo di neoplasie con caratteristiche clinico biologiche...
-
A tre anni e mezzo dal suo arrivo a Novara, il numero di pazienti ha avuto un incremento del 40-50% nelle varie...
-
L’esercizio fisico è uno strumento terapeutico La regolare attività fisica costituisce un efficace...
-
Quando si parla di obesità accanto all’approccio chirurgico, vi è anche l’approccio medico,...
-
Una nutrizione umana perfetta è in grado di mantenere lo stato di salute? In realtà in merito ci sono...




